LA RIVOLUZIONE AGRICOLA - DRONI PER RILIEVI E DISTRIBUZIONE
Aggiornamento: 15 ott

Rilievi, concimazione, trattamenti: tra quello che è già consentito e quello che aspetta ancora un decreto c'è una linea netta. Ecco dove passa, e perché conviene conoscerla.
Tutti conoscono i droni, ma pochi sanno davvero in quanti modi diversi possono essere usati. Un drone è un piccolo velivolo senza pilota a bordo. Può essere comandato da terra o seguire un percorso programmato in autonomia. Ha quattro o più eliche, una batteria e, a seconda del modello, una fotocamera, un sensore o un serbatoio al posto del carico normale.
Detto così, sembra poco più di un giocattolo evoluto. Ma applicato all'agricoltura, è uno strumento che sta cambiando concretamente il modo di lavorare la terra. Tra quello che è già realtà e quello che manca ancora, c'è però una linea netta. Vale la pena guardarli entrambi senza confonderli.
Il Rilievo: L'uso che Oggi Non Ha Ostacoli
Partiamo dall'uso più consolidato, quello su cui non ci sono dubbi né normativi né tecnici. Un drone equipaggiato con camera multispettrale sorvola un campo o un frutteto. Restituisce una mappa di vigore vegetativo, l'indice NDVI. Questo indice segnala dove le piante sono sotto stress prima che il problema sia visibile camminandoci in mezzo.
Il drone individua carenze idriche, aree con probabile fitopatia in corso, permette di contare le piante e stimare le superfici. È prevenzione, non cura: scoprire un problema quando è ancora piccolo è fondamentale. È meglio che scoprirlo quando è già un pezzo di raccolto perso. Ci sono droni abbastanza autonomi da ripetere lo stesso volo ogni giorno. Così, chi gestisce il terreno ha un controllo quotidiano invece di una fotografia occasionale.

La Distribuzione sul Campo: Due Categorie da Non Confondere
Il secondo grande uso è spargere qualcosa dall'alto, invece che con un mezzo a terra. Questo include concimazione, trattamenti e distribuzione in senso ampio. Qui bisogna essere precisi. Si tratta di due situazioni normative diverse, non di un'unica categoria in attesa dello stesso via libera.
Concimi, sia granulari che liquidi, biostimolanti, insetti utili e prodotti come le vernici ombreggianti per le serre non sono classificati come prodotti fitosanitari. Quindi, si possono già distribuire via drone oggi, con le giuste autorizzazioni per il volo, ma senza bisogno di alcuna deroga speciale. Questo è il primo gruppo, quello già affermato.
Il secondo gruppo, quello dei fitosanitari veri e propri, come diserbanti, fungicidi e insetticidi, resta invece bloccato. Non perché manchi un'autorizzazione ENAC, ma perché manca ancora il decreto interministeriale che dovrebbe rendere operativa la sperimentazione aperta dalla legge di fine 2025.
Il volo del drone, nel frattempo, si è semplificato parecchio. Da agosto 2026, ENAC ha alzato la soglia dimensionale per i droni agricoli più grandi. Questo ha aperto a modelli che prima richiedevano un'autorizzazione molto più complessa. Ma volare più facilmente non significa poter già spruzzare qualunque cosa. Sul lato dei prodotti fitosanitari, quella parte specifica resta ferma in attesa del decreto.

Vantaggi Sia in Collina che in Pianura
In collina, dove un vigneto o un uliveto si arrampica su un pendio, il vantaggio più immediato non è nemmeno agronomico: è la sicurezza. In Italia, muoiono ogni anno oltre 120 persone in incidenti con il trattore. Un terzo dei ribaltamenti mortali nei vigneti e nei frutteti è avvenuto anche con la struttura di protezione presente, semplicemente abbassata nel momento sbagliato.
Un drone non si ribalta: non c'è un mezzo pesante che perde aderenza su un terreno scivoloso. Non c'è un dislivello che diventa un rischio. A questo si aggiunge la precisione. Volando basso e lento, un drone dosa il prodotto con più controllo di un ugello trainato a velocità di trattore. Ciò comporta meno dispersione nell'aria e nei terreni vicini.
In pianura, il vantaggio si sposta su un altro fronte. Un drone non tocca il terreno, quindi non lo compatta come fa un mezzo pesante che ci passa sopra più volte in una stagione. Non rischia di restare bloccato quando il terreno è fangoso dopo una pioggia, momento in cui un trattore spesso deve semplicemente aspettare che asciughi. Anche qui la precisione conta: meno sovradosaggio, meno prodotto che finisce dove non serve.
Sul fronte dei costi, un confronto onesto e diretto col gasolio di un trattore dipende da troppi fattori. La dimensione dell'azienda, il tipo di coltura e la distanza influiscono. Per dare un numero unico credibile, ma il tempo risparmiato e la possibilità di intervenire anche quando il campo sarebbe altrimenti inaccessibile pesano quasi sempre più del costo per ettaro preso da solo.

Nei Prossimi Anni: Più Automazione, Meno Lavoro per l'Operatore
La direzione è verso una presenza sempre minore dell'operatore vicino al drone durante il lavoro. Il primo passo è già qui: esistono stazioni di terra per droni agricoli. Questi prodotti reali sono già in vendita e riforniscono il serbatoio del prodotto in automatico appena il drone atterra. Sono pensati per far lavorare più macchine in sequenza senza fermarsi a fare a mano ogni passaggio.
Il cambio della batteria, però, oggi richiede ancora una persona nelle vicinanze. La piena autonomia, dove il drone ricarica, si rifornisce e riparte da solo senza che nessuno lo tocchi, esiste già per droni più piccoli usati per mappatura e sorveglianza. Sembra la naturale prossima tappa anche per i droni agricoli più pesanti.
Quando ci si arriverà, il vantaggio non sarà solo nei consumi. Sarà la possibilità, per chi lavora in conto terzi, di offrire un servizio più rapido. E per chi possiede un'azienda agricola, di avere una macchina che lavora da sola mentre il tempo risparmiato si usa per il resto.
Il verso è comunque segnato, e in parte è già realtà: il volo dei droni agricoli si è appena semplificato. Gli usi già consentiti si stanno consolidando. La stessa apertura è nell'aria anche per i fitosanitari. Ma la parte più utile per chi lavora la terra, oggi, non è aspettare quel giorno. È usare quello che già si può usare.
Sapere ogni giorno come stanno le proprie piante è fondamentale. È meglio che scoprirlo troppo tardi. Risparmiare tempo e prodotto distribuendo concimi, biostimolanti o insetti utili con voli programmati è un vantaggio. Questi voli ripassano ogni volta sulla stessa traccia, guidati da un posizionamento satellitare preciso nell'ordine dei pochi centimetri. Dove finisce davvero il prodotto dipende poi anche dal vento, dalla quota e dalla dimensione delle gocce. Ma la rotta, il drone, la ripete sempre uguale.
Bene, ora abbiamo scoperto a cosa servono i droni in agricoltura, ma come si possono usare legalmente in Italia per i campi di utilizzo già consolidati? Lo scopriremo in un prossimo blog, in cui entreremo in tutti i dettagli tecnici riguardanti i droni agricoli!
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Autore: Vesentini Alessio
Servizi Professionali Droni: Riprese, Ispezioni, Rilievi e Formazione Professionale
Iniziata come una passione per il mondo del modellismo, approfondendo poi il settore dei droni, questa si è trasformata in una professione. Ora, porto contenuti di divulgazione online e offro servizi di riprese aeree sia stabilizzate che FPV, ispezioni e rilievi mediante l'utilizzo dei droni. Collaboro inoltre come istruttore pratico presso l'Entità Riconosciuta UAS ENAC.UAS-RE.101 ISTRUTTOREDIVOLO.COM, garantendo competenza certificata e affidabilità.
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